IL 2010 CON ZTL-pro

NO ENGLISH VERSION, sorry

"Zone Teatrali Libere" si prepara alla terza annualità del progetto ZTL-pro. Le schede che seguono raccontano brevemente i quattro progetti scelti per essere prodotti tra marzo e maggio 2010.

Ecco alcune anticipazioni a riguardo.

Ricordiamo che essendo in via di lavorazione, titoli e sviluppi degli spettacoli potrebbero subire nel tempo delle variazioni.

 

Marzo 2010

Alessandro Langiu - «Viaggio per l'Orient Cafè»

 

Sullo sfondo di una Puglia terra di passaggio, si dipana la storia di tre ragazzi che per caso si incontrano davanti ad un luogo, l'Orient cafè. Un bar antico, luogo d'incontro. Ognuno di loro è gia stato in quel posto, ma non si conoscono tra loro, o perlomeno pensano in un primo momento di non conoscersi.

Il primo ad arrivare è Piotr, musulmano italo-albanese, parla un italiano misto a dialetto poco chiaro, "l'americano pugliese" dice lui stesso. È seduto all'unico tavolino fuori al bar, dove chiede di sedersi, quando arriva, Mimmo. I due iniziano a parlare ma non si capiscono molto. È un incontro un po' paradossale all'inizio, dettato dallo strano linguaggio di Piotr.

È il luogo in cui sono che li aiuta a capirsi. Tra "pasticciotti", canzoni improbabili e modi di dire mal riportati, capiscono di avere quel luogo, l'Orient cafè, come simbolo comune della loro infanzia. Nella loro infanzia c'è anche Judith, italo-israeliana, terza protagonista della storia.

È attraverso l'incontro con lei che i tre riusciranno a ricostruire il passato che ancora scorre intorno a loro: fatto di fughe, deportazioni, e rifugi, ma anche di solidarietà in un periodo della storia che oggi corre di nuovo vicino a noi.

 

spettacolo di e con Alessandro Langiu

collaborazione alla regia di Armando Pirozzi

in scena Nicola Lieta, Fabiana Lazzaro

musiche dal vivo di Matteo Nahum e la sezione fiati della Municipale balcanica

 

 

Aprile 2010

Setteteste - «5.»

 

Il progetto: Lo spettacolo ruota intorno alle percezioni individuali e al modo di ricostruire individualmente una realtà. In una contemporaneità, dove le cose accadono di continuo, in fretta e simultaneamente, le percezioni risultano essere ancora più soggettive e le realtà che si definiscono, infinite. Come viene vissuta un'esperienza comune da più persone? Quanto le nostre emozioni e quello che stiamo vivendo a livello personale influenza il modo di relazionarci al mondo? 

Verrà scelto un fatto di cronaca reale e che sia accaduto negli ultimi dieci anni perché sentiamo l'urgenza di parlare e far riemergere qualcosa che è successo e che non è stato ancora risolto. 

5. personalità condizionate da un senso diverso

5. individui che non si conoscono ma che sono testimoni di un fatto di cronaca accaduto realmente

5. memorie sensoriali che raccontano lo stesso accadimento condizionate dall'esperienza sensoriale personale

5. modalità di percezione della stessa realtà

5. ...e più, incastri possibili 

 

spettacolo di e con Simona Senzacqua

drammaturgia di Katia Ippaso

in scena Alessandra Roca, Marina Zucchelli, Marco Fumarola, Pieraldo Girotto

musiche di Atonia Gozzi

video di Igor Renzetti e Michele Corleone

 

 

Maggio 2010

Gruppo Nanou - «Motel. Seconda stanza»

 

Il progetto Motel è una trilogia composta di tre stanze, tre spettacoli indipendenti.

Il capitolo che qui presentiamo è il secondo, nominato provvisoriamente "Seconda Stanza".

L 'azione è posizionata sul fondo dello spazio scenico. Lo spettatore è invitato a "spiare" dentro una stanza dove l'azione evoca continuamente le relazioni private fra un esiguo numero di personaggi coinvolti. L 'arredamento è composto da 3 performers, un divano, una poltrona, un'uccelliera, una moquette, uno specchio e una lampada da tavolo. L'assenza di altri elementi richiama uno spazio vacante, simile ad una abitazione ma desolante come un luogo di passaggio: un motel.

Lo specchio, posizionato su fondo palco, è il luogo di svelamento e di ribaltameto della situazione che si svolge nella stanza. Un riflesso capace di rivelare ciò che si nasconde, ciò che resta "invisibile" perché celato dalla mobilia: ostacoli visivi dello "spiare".

 

spettacolo di Gruppo Nanou

in scena Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci, Alessandro Cafiso

suoni di Roberto Rettura

disegno luci di Fabio Sajiz

scenografia di Antonio Rinaldi

 

 

 

Maggio 2010

Zeitgeist - «Crudo»

 

Crudo, dal latino crudus, dalla radice sanscrita Kru, che ha il senso di esser duro, crudo, acerbo, crudele, da cui cruor, sangue rappreso, ed il greco kry-(os): gelo.

Che essendo di qualità da doversi cuocere, non è cotto.

In senso figurato: duro, aspro, rozzo, rigido, crudele.

Una sequenza di immagini, visioni che prendono forma, senza spiegarsi, senza necessariamente legarsi, silenziosi ed assordanti.

Crudi, non cucinati. Crudi come lo sguardo che li abbraccia, come la luce disincantata che li illumina, crudi come la verità.

Un rettangolo di terra scura accoglie la danza di otto danzatori.

Crudo nasce da una galleria di visioni, che scaturiscono da un costante interrogarsi sullo stato delle cose, sullo spirito del tempo, e per visioni sceglie di parlare, poiché la visione, l'immagine in senso alchemico, sola può racchiudere più livelli, e parlare a ciascuno secondo la propria capacità di penetrazione.

La visione è illogica, non esclude ma racchiude, esprimendo tutta la complessità del reale e non riducendola alla veicolazione di un messaggio.

La visione è un pasto crudo.

 

spettacolo di e con Stefano Taiuti

in scena Chiara Casciani, Alessandra Cristiani, Cristina Martines e altri quattro interpreti selezionati dal laboratorio di preparazione per lo spettacolo.

 








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